Quanto vale il mio stock

quanto vale il mio stock

Quanto vale il mio stock

Una domanda che spesso mi viene posta da chi mi contatta per offrirci merci in stock è:
quanto posso realizzare con il mio stock?
Non esiste una risposta assoluta in quanto dipende dall’interlocutore: ogni stocchista farà delle valutazioni in base alle proprie esigenze che potranno essere estremamente diverse; trovare lo stocchista giusto non è facile perché ogni stock è diverso.

Ad esempio, qualche anno fa mi è capitato di essere contattato da una azienda nei dintorni di Firenze per una valutazione di uno stock presso la loro sede.
Al telefono il mio interlocutore era stato molto
sintetico nel darmi dettagli sulla merce che aveva da stoccare, ma dal momento che in Toscana ho diversi fornitori, non ho esitato a recarmi presso il loro magazzino: la quantità dello stock era approssimativamente di 500.000 pezzi.

In tanti anni che svolgo questa attività, non mi era mai capitato di imbattermi in una quantità simile. Chiaramente l’acquisto di uno stock di questo tipo è estremamente impegnativo e necessita una distribuzione adeguata, che la Winterlude non possiede. Ad ogni modo l’azienda è riuscita a smaltire la rimanenza nel giro di qualche settimana.

A Prato, invece, mi è capitato di visionare uno stock per me invendibile a qualsiasi prezzo: si trattava di qualche migliaio di capi, la merce era davvero brutta, sia come modellistica che come tessuti.
Pensavo che l’azienda non avrebbe mai trovato un compratore, eppure anche in questo caso, dopo qualche giorno lo stock era stato venduto.

In base alla mia esperienza, posso affermare che anche stock di quantità minime, disassortite, avanzi delle collezioni passate possono essere interessanti per il giusto acquirente.
Chi opera in attività commerciali in cui la stagionalità ha un forte impatto nella vendita delle merci, si trova così a dover affrontare continue fluttuazioni ed eventuali svalutazioni dei propri prodotti.

Del resto, anche la compravendita di stock segue le stesse leggi di mercato di tutte le altre categorie merceologiche, ovvero la legge della domanda e dell’offerta.
Riuscire a ricavare il prezzo desiderato per il proprio monte merci, al di sopra di eventuali quotazioni di mercato non è impossibile, quanto piuttosto improbabile: proprio come se decidessimo di vendere un’auto usata ad un prezzo superiore alla sua quotazione, dovremmo trovare il giusto acquirente. Allo stesso modo sarebbe possibile trovare un compratore disposto a pagare un sovrapprezzo sulla base delle sue caratteristiche distributive e di altre variabili, come ad esempio: distribuzione organizzata, ingrosso, dettaglio, segmento di mercato, mercato di destinazione delle merci e tante altre.

La ricerca del giusto compratore, dunque, può diventare onerosa e poco premiante.
Bisogna stare attenti a non cadere nelle trappole di certi “pseudo stocchisti” che offrono cifre più elevate a scapito di pagamenti dilazionati, che non vengono poi rispettati.
I commercianti specializzati nell’acquisto di merci in stock garantisco sempre il pagamento immediato.

Diffida di chi, lusingandoti con offerte più elevate, ti propone soluzioni di pagamento alternative.
La valutazione potrà essere diversa, ma anche il fattore di rischio di un’eventuale insolvenza va inserito nella scelta del compratore.

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